ho accettato con convinzione l’invito
a guidare al Sud la lista Uniti nell’Ulivo nelle
elezioni
del prossimo 12 e 13 giugno.
L’ho fatto per tre buone ragioni.
In primo luogo la convinzione che sia
giusto battersi, oggi più che mai, per un’Europa
di pace. Il tragico dopoguerra iracheno ha spazzato
via l’illusione di una lotta
al terrorismo condotta solo attraverso l’uso delle
armi. Per isolare e combattere
il terrorismo servono la politica e il dialogo.
Di fronte a un mondo sempre meno sicuro il compito
di un’Europa davvero unita, forte e giusta è
costruire un’alternativa alla guerra.
Lo potremo fare se l’Europa tornerà a parlare
con la propria voce e, soprattutto,
se sapremo affermare le ragioni di un’unità
tanto più importante nel momento in cui l’Unione
Europea si allarga a nuovi paesi dell’Est e del
Mediterraneo.
La seconda ragione della mia scelta è
legata al futuro del Mezzogiorno.
La destra italiana ha fallito. Le tasse non sono diminuite
e anzi la pressione fiscale sulle famiglie è
aumentata. I posti di lavoro promessi non sono nati
mentre il costo della vita è divenuto spesso
insostenibile.
Dentro questa cornice il Sud è stato rimosso.
Per la prima volta la parola “Mezzogiorno”
è stata addirittura cancellata dall’ultima
legge Finanziaria. E non per caso. Ma perché
il governo ha guardato solo alle regioni e agli interessi
del Nord, con le conseguenze che abbiamo davanti agli
occhi.
La realtà invece è
quella di un Mezzogiorno che ha bisogno dell’Europa.
Ne ha bisogno per crescere sotto il profilo economico,
civile, culturale. L’Europa in questo è
la nostra polizza sull’avvenire.
Quindi è ancora più importante che a rappresentare
i nostri interessi
– a testa alta – siano persone qualificate,
in grado di farsi ascoltare
e di battersi per la dignità e le speranze della
nostra gente.
Per questo ho deciso di mettere la mia esperienza e
le mie capacità al servizio del Sud e dei suoi
bisogni. E di farlo a tempo pieno, annunciando la mia
volontà
– se sarò eletto – di dimettermi
dal Parlamento italiano.
Infine, la terza ragione della mia candidatura
è rappresentata dalla lista Prodi, Uniti
nell’Ulivo.
Per la prima volta, quattro partiti del centrosinistra
(i DS, la Margherita, lo Sdi e i Repubblicani europei)
insieme a molte altre associazioni, personalità
e singoli cittadini hanno deciso di unirsi.
In fondo la gente ha ragione quando si lamenta dell’esistenza
di troppi partiti.
Noi a questo problema abbiamo offerto una risposta concreta.
Abbiamo raccolto l’appello dei tanti che
ci dicevano “state uniti,
non dividetevi più”.
Abbiamo superato le divisioni e imboccato con coraggio
la strada dell’unità.
Ma proprio per questo possiamo fare appello oggi a milioni
di cittadini dicendo, “premiate chi si è
unito. E fatelo ora per rafforzare questo spirito e
fare in modo
che non si torni alle divisioni del passato”.
La sfida del 12 e 13 giugno, in questo
senso, sarà la sfida di chi ha avuto il coraggio
di investire in un progetto ambizioso: la costruzione
anche in Italia – anche nel Sud –
di un grande soggetto riformista, capace di riportare
il centrosinistra al governo
del Paese.
Tutti insieme ci siamo impegnati per offrire
agli italiani una speranza e nuove opportunità.
Ora, dobbiamo vincere questa scommessa.
Per riuscirci serve l’impegno di milioni
di elettori. Ed è questa la ragione che mi spinge,
ancora una volta, a spendermi
in prima persona chiedendo a ciascuno di Voi un voto
per la lista Uniti nell’Ulivo.
Un voto per il Sud. E per
il nostro futuro.
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