Compromesso storico, austerità, eurocomunismo, strappo da Mosca: questi i tratti distinti del progetto di un uomo che concepiva la politica
come servizio. Enrico Berlinguer incarnò una strategia di rinnovamento
e di difesa della democrazia, e sotto la sua direzione il Pci raggiunse l'apice della propria forza. Ma il suo disegno andò incontro alla sconfitta.
A un decennio dalla sua scomparsa, un politico di professione e uno storico, profondo conoscitore della nostra storia contemporanea, si confrontano sull'azione e le idee di Berlinguer.
Quale bilancio si debba trarre da quella coraggiosa tensione
al rinnovamento d'Italia è il comune punto di avvio dell'analisi di Massimo D'Alema e Paul Ginsborg e al contempo, la ragione del loro dissenso.
D'Alema fissa nel pensiero di Berlinguer il dato della continuità tra Pci e Pds, iscrivendolo nel solco della tradizione comunista e sottolineandone il valore per molti versi anticipatore di tematiche oggi all'ordine del giorno. Pur riconoscendo l'impegno di Berlinguer nella salvaguardia, Ginsborg ne contestualizza l'azione nelle tumultuose trasformazioni degli anni Settanta e Ottanta, con l'esplodere dei consumi individuali e la ricerca di nuove forme di identità: e proprio in ciò individua i limiti teorici della "austerità" berlingueriana.
"A Mosca l'ultima volta" (Donzelli
Editore, 2004)
"La politica ai tempi della globalizzazione"
(Manni, 2003)
"Oltre la paura" (Mondadori, 2002)
"Kosovo. Gli italiani e la guerra" Massimo
D'Alema, Federico Rampini (Mondadori - 1999)
"Parole a vista" con Enrico Ghezzi
(Bompiani - 1998)
"La grande occasione. L'Italia verso
le riforme" (Mondadori - 1997)
"La sinistra nell'Italia
che cambia" (Feltrinelli - 1997)
"Progettare il futuro" (Bompiani
- 1996)
"Un paese normale. La sinistra e il futuro
dell'Italia" (Mondadori - 1995)
"Dialogo su Berlinguer" con
Paul Ginsborg, (Giunti - 1994)