Kosovo:
gli Italiani e la guerra Massimo D'Alema,
intervista di Federico Rampini
Pristina, Kukes, Skopje: nomi entrati quasi
all'improvviso nel lessico comune; i luoghi di una guerra che
ha visto l'Italia coinvolta in prima linea come non accadeva
dalla fine del secondo conflitto mondiale.
Ma come si è arrivata a quella notte del 24 marzo in cui gli
aerei della Nato si sono alzati in volo per il primo violento
attacco alle postazioni serbe? E quali passaggi hanno impedito
al conflitto di degenerare in una guerra dalle dimensioni più
vaste?
Questa lunga intervista di Federico Rampini al presidente del
Consiglio, Massimo D'Alema, racconta come e perché tutto ciò
è potuto accadere. Descrive la più grave crisi internazionale
degli ultimi anni, le cause che l'hanno innescata, i tentativi
per evitarla, gli sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura.
Ma è anche una testimonianza delle difficoltà che l'Italia ha
dovuto superare, delle tensioni e delle lacerazioni che hanno
attraversato il paese, le culture, gli schieramenti. "Ho scelto
di ricostruire alcuni momenti - i più significativi - di questa
vicenda perché sono convinto che ci abbia reso più forti e consapevoli
dei nostri doveri.
L'Italia, in primo luogo, restituita al ruolo e al prestigio
internazionali che merita; i cittadini italiani che hanno dimostrato,
ancora una volta, quanto profonda e radicata sia in loro la
vocazione alla solidarietà; e, infine, la politica, quella politica
spesso vituperata, ma che ha trovato, in uno dei passaggi più
difficili e rischiosi della nostra storia recente, le ragioni
e la forza per assolvere, fino in fondo, al proprio dovere."