Un
paese normale la
sinistra e il futuro dell'Italia
"Il compito della mia generazione è
portare la sinistra italiana al governo del paese. Altre generazioni
hanno fatto cose fondamentali: hanno riconosciuto la democrazia,
hanno rinnovato il paese. Ora, per noi,
il problema è il governo: vogliamo essere messi alla
prova."
Era il 1° luglio 1994, ed era stato appena eletto il segretario
del Pds: cercavo di sintetizzare il mi programma, in poche parole,
a un giornalista dell'"Unità".
Berlusconi, in quei giorni, sembrava invincibile l'avanzata
della destra inarrestabile. La sinistra era ancora stordita
dalle sconfitte nelle elezioni politiche di marzo e nelle europee
di giugno.
Il paese assisteva, confuso e nervoso, alla nascita di quello
che si annunciava come un nuovo regime.
Da allora è passato poco più di un anno, e tante
cose sono cambiate. Il governo Berlusconi è caduto pochi
mesi, sostituito da un governo tecnico nato anche con il nostro
determinante sostegno. Il centro-sinistra ha vinto le elezioni
amministrative della scorsa primavera e adesso si prepara alle
prossime politiche, con un obiettivo chiaro: vincere e governare
l'Italia.
Si è dunque riaperta la sfida. Contemporaneamente, si
è anche fatta strada l'idea che le squadre
in campo si diano delle regole comuni, valide per tutti. Proprio
come accadrebbe in un "paese normale".
Ora si può tentare un bilancio di quest'anno "vissuto
pericolosamente". E si può guardare avanti, con
fiducia e speranza . Fiducia in un'Italia oggi meno nervosa
di ieri, più ottimista, che chiede ala sua classe dirigente
cose semplici e chiare: stabilità, tranquillità,
normalità.
Nella speranza che finalmente possa arrivare il cambiamento:
un cambiamento dolce che dia agli italiani la certezza di un futuro sicuro."