''Innanzitutto in Moro c'era questa convinzione che il suo partito, che era il più grande partito di governo del Paese, tuttavia non era autosufficiente: c'era questa idea della democrazia come una realtà che si compone sempre di se e degli altri''. Massimo D'Alema con queste parole ha chiuso i lavori del convegno con il quale il coordinamento nazionale dell'Ulivo ha voluto ricordare Aldo Moro a 25 anni dal giorno del suo sequestro in via Mario Fani. ''questa grande attenzione e rispetto verso gli altri - secondo D'Alema - era sostanza di una visione democratica''.
''Noi - ha aggiunto il presidente dei Ds - dobbiamo prendere in mano l'idea di Aldo Moro di un 'bipolarismo mite". "E' profondamente sbagliata l'idea - ha aggiunto D'Alema - per cui ci si deve abbandonare a contrapposizioni estreme, senza avere la prospettiva di un destino comune della democrazia italiana. Io continuo a pensarlo e non mi arrenderò mai. Mi è costato molto, ma sono ancora qui. E' richiesto uno sforzo in più politico e intellettuale. Perche' oggi, nonostante sia venuta meno la guerra fredda e lacerazioni sono piu' profonde e mancano i valori condivisi''.
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