9 luglio 2015

«Fare fallire la Grecia non è nel nostro interesse»

Intervista di Fabio Martini - La Stampa

Lasciamo da parte la “solidarietà”, valore passato di moda nell’Europa di oggi. Vogliamo parlare di interessi? Bene, non è nostro interesse far fallire la Grecia. L’Europa sta affondando in un...

7 luglio 2015

Grecia: una via progressista per uscire dalla crisi

Dal libro “Non solo euro”

Negli ultimi giorni della crisi greca sono tornate alla ribalta le diverse, e talvolta contrastanti, proposte su come affrontare e superare la drammatica fase che sta vivendo l’Europa. Mi fa piacere...

Il popolo greco ha dimostrato coraggio, malgrado la pesantezza della posizione che e' venuta da parte europea. L'Europa si e' cercata questo colpo, in particolare con la posizione di Angela Merkel, che ha rifiutato di trattare fino a dopo il referendum. Ho grande rispetto per Schäuble, ma la politica che le forze conservatrici tedesche hanno determinato in Europa e' sbagliata e ne vediamo i risultati in termine di lentezza della crescita europea, aumento del debito e della disoccupazione

Quello greco è stato un referendum per cambiare la politica europea. Spero che l'Italia si adoperi per un accordo e non per una rottura.

La via da intraprendere e' una ristrutturazione del debito, a piu' lunga scadenza, e con tassi di interesse che siano tenuti sotto controllo dalle autorita' europee, in modo che la Grecia possa fare le riforme. L'ammalato sta morendo, bisognera' pure cambiate terapia. E' un fatto di buon senso.

Un’Europa non ripiegata su se stessa, non prigioniera di una dimensione monetaria ed economicistica, orgogliosa della forza della propria civiltà può appassionare una nuova generazione. Torni la politica e si rimetta in moto la speranza.

Consigli di lettura

I fantasmi del ’98 e del 2008 - Claudio Sardo, l'Unità

Matteo Renzi ci sta seriamente pensando. La strada per Palazzo Chigi è aperta davanti a lui, solo che decida di percorrerla. Ma pesa il ricordo, anzi il fantasma, del ’98 quando cadde Romano Prodi e fu sostituito alla guida del governo da Massimo D’Alema.